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Un percorso formativo sintetico per capire l’Arte, il Design e la Musica del nostro tempo.
Scopri i tre corsi esclusivi:

6 lezioni online per comprendere l’evoluzione di oggetti e spazi delle ritualità del quotidiano.

12 lezioni online per capire le avanguardie e i movimenti che hanno trasformato il linguaggio visivo.

8 lezioni online per analizzare le grandi trasformazioni sonore, dai primi del ‘900 alla musica elettronica di oggi.

Lezioni coinvolgenti tenute da grandi protagonisti della ricerca e dell’insegnamento. Momenti di confronto e interazione.
Il modo più veloce per diventare conoscitori dell’arte, del design e della musica contemporanea e delle loro radici.

6 Lezioni per conoscere
la storia del design

Corso di Storia del Design

Dagli albori della produzione industriale
alle contaminazioni del contemporaneo

Dagli albori della produzione industriale alle molteplici sfaccettature del progetto contemporaneo

Sai su cosa ti siedi? Potresti scoprire che la sedia su cui ti trovi nasce da un’idea di Gerrit Rietveld, o di Gio Ponti, o di Philippe Starck. Il design è ovunque intorno a noi, nella vita di tutti i giorni. Se hai sempre desiderato esplorare la storia del design ma non hai mai trovato il momento giusto per farlo, questa è l’opportunità per te!

Ti presentiamo un ciclo di 6 lezioni in live streaming, tenute da esperti del settore, storici e curatori che sanno trasformare la complessità della storia del design in un racconto coinvolgente e accessibile. Il mercoledì alle 18.00, dal 9 aprile al 28 maggio.

Grazie a una piattaforma innovativa, avrete accesso a contenuti esclusivi, lezioni in live streaming e una comunità attiva.

Sei lezioni per esplorare la storia del design in sintesi, dalla primo design industriale fino al ruolo del progetto nella contemporaneità, per comprendere l’evoluzione di oggetti, movimenti e idee.

Grazie a una piattaforma innovativa, i partecipanti avranno accesso a contenuti esclusivi, lezioni in live streaming e una comunità attiva.

Il calendario delle lezioni – Design

La Rivoluzione Industriale segna un punto di svolta per la produzione, introducendo le macchine e la produzione di massa. Questo periodo vede il contrasto tra artigianato e industria, con movimenti come l’Arts & Crafts di William Morris che reagiscono alla standardizzazione industriale. Figure chiave come Josiah Wedgwood sperimentano nuove tecniche di produzione, influenzando il futuro del design.

Con l’avvento del Modernismo e della rapida urbanizzazione, il design si trasforma attraverso il principio di funzionalità e l’estetica industriale. Il movimento del Bauhaus ben esemplifica la rivoluzione del pensiero progettuale del periodo, che promuove l’integrazione tra arte, artigianato e industria, con figure come Walter Gropius e Gerrit Rietveld che ne definiscono i principi. Contestuali sono altri movimenti avanguardistici come De Stijl, e il Costruttivismo, che apportano riflessioni sulla geometria e la forma del nuovo mondo.

Il design si adatta alle esigenze della società post-bellica, promuovendo la produzione in serie e la creazione di oggetti accessibili e funzionali. Molti designers mettono al centro la sperimentazione dei nuovi materiali, come compensato, plastica e metallo. Il movimento International Style e il design organico caratterizzano questa fase, con protagonisti come Charles & Ray Eames e Alvar Aalto. Tra i progettisti più significativi in Italia troviamo Gio Ponti, Enzo Mari, i fratelli Castiglioni, Vico Magistretti, Marco Zanuso.

In risposta al rigore del funzionalismo moderno, il design postmoderno introduce espressione personale e ironia, dando al progetto un significato sociale che va oltre alla funzionalità del prodotto. La mostra ltaly: The New Domestic Landscape, inaugurata al MoMA di New York nel 1972 segna questa svolta, concretizzando un cambiamento di significato del design. Esempi emblematici italiani sono il gruppo Memphis e Alchimia, che mettono in discussione le convenzioni estetiche e sociali, ridefinendo il ruolo del design come espressione di una nuova libertà.

L’era della globalizzazione e dell’innovazione digitale porta il design a confrontarsi con nuove tecnologie e culture ibride. Questa rappresenta la terza fase della rivoluzione industriale, contraddistinta dalla competizione senza restrizioni, in cui i flussi globali di merci mettono in evidenza tanto i punti di forza quanto le criticità del sistema capitalistico. Si diffondono il minimalismo e il design high-tech, con figure come Philippe Starck e Jonathan Ive che influenzano il panorama contemporaneo. 

Il design contemporaneo si confronta con una condizione di crisi permanente: politica, economica, sociale. Questo contesto storico caratterizzato dalla veloce evoluzione tecnologica e dalla fragilità dei sistemi valutativi e critici, obbliga il design a reinventarsi. Accanto alla questione della sostenibilità, che viene esplorata principalmente dalla ricerca e meno dalle aziende, il design si ritrova a non essere pienamente supportato da un sistema produttivo e culturale adeguato per supportarne la crescita nella direzione dell’innovazione. Oggi, quindi, la sfida per i designer non riguarda solo gli aspetti pratici, ma anche una trasformazione profonda dei valori e degli obiettivi del design stesso.

Corso di Arte Contemporanea

Dalla rivoluzione delle avanguardie alle complessità del presente

Un corso sintetico di dodici lezioni per conoscere tutta la storia dell’Arte, dalle Avanguardie del primo Novecento ad oggi, per orientarsi nel contemporaneo.

Grazie a una piattaforma innovativa, i partecipanti avranno accesso a contenuti esclusivi, lezioni in live streaming e una comunità attiva.

Il calendario delle lezioni – Arte Contemporanea

Renato Barilli, professore emerito dell’Università di Bologna, educatore di decine di docenti e curatori, introduce il corso attraverso la sua teoria sul rapporto tra arte e tecnologie contemporanee, evidenziando come le rivoluzioni nei linguaggi artistici tra fine Ottocento e inizio Novecento siano intrinsecamente legate alle innovazioni tecnologiche.

Facendo riferimento all’evoluzione delle tecnologie elettriche ed elettromagnetiche mostrerà le omologie con i lavori di artisti come Paul Cézanne, Georges Seurat e Paul Gauguin, che per primi manifestano l’opposizione al mimetismo visivo e una diversa concezione dello spazio, non più lineare e prospettico, ma sintetico, tattile, avvolgente.

La lezione ripercorre le principali avanguardie del Novecento attraverso movimenti come Fauvismo, Die Brücke, Cubismo, Futurismo e Die Blaue Reiter mostrando autori come Matisse, Kirchner, Picasso, Boccioni e Kandinskij. Tali movimenti hanno cercato una visione della realtà diversa da quella puramente mimetica, passando da una progressiva sintesi della realtà – letteralmente “astratta” dal latino abstraho, tiro fuori – alla sua surrogazione con forme mentali.

L’incontro esplora i concetti chiave dell’Astrattismo di Mondrian e del De Stijl, del Suprematismo di Malevič e del Costruttivismo di Tatlin, produttori di forme di geometria regolare meccanicistica. Sull’opposto versante esamina la critica alla macchina portata avanti con ironia nichilista dal Dadaismo. Tra tutti emerge la figura di Marcel Duchamp, ideatore del ready made, figura fondamentale per gli sviluppi artistici concettuali dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

La lezione mostra come nel corso del ventennio tra le due guerre la spinta rivoluzionaria delle avanguardie si sia in gran parte esaurita e l’arte si sviluppi tornando a guardare al passato. Il ritorno all’ordine di Novecento, in questo contesto, si propone come una reazione all’astrattismo e alla frenesia del modernismo, cercando di ristabilire un legame con la tradizione e la rappresentazione figurativa. Ma non mancano elementi di novità: artisti come Giorgio de Chirico, con la Metafisica, o i protagonisti del Surrealismo, come Joan Miró, René Magritte, Max Ernst e Salvador Dalì, esplorano l’inconscio e il sogno, spingendo la ricerca oltre i confini della logica e della realtà.

‍La lezione approfondisce una tendenza artistica che si manifesta, con nomi e forme diverse, in tutto il mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale: il Tachisme e l’Informale in Europa, L’Abstract Expressionism o l’Action Painting in America e il gruppo Gutai in Giappone. Attraverso l’analisi delle opere di artisti come Jean Fautrier, Jean Dubuffet, Jackson Pollock, Wilhelm de Kooning e altri, si esplora come l’arte diventi manifestazione immediata e gestuale della volontà dell’artista di essere immerso nell’intrico del mondo e nel crogiolo della propria psiche.

La lezione esplora i movimenti che hanno ridefinito il rapporto tra arte e società dalla fine degli anni Cinquanta e alla metà degli anni Sessanta: il New Dada, con artisti come Robert Rauschenberg e Jasper Johns, il Nouveau Réalisme di Pierre Restany e la Pop Art con figure come Andy Warhol e Roy Lichtenstein. La produzione di massa e il consumismo – in una ambigua lettura tra critica e accettazione – entrano nell’immaginario artistico spingendo l’arte all’iconicità e alla serialità.

Vengono presi in esame alcuni movimenti che hanno rivoluzionato il panorama artistico dalla metà degli anni Sessanta: il Minimalismo (con Bob Morris, Donald Judd, Dan Flavin) che ha portato l’arte ad occupare lo spazio con forme geometriche solide prodotte con materiali industriali; la Land Art (con Walter De Maria e Robert Smithson), che ha allargato il segno geometrico alle grandi distese dei deserti e dei canyon americani; l’Arte Concettuale (con artisti come Joseph Kosuth e Sol LeWitt) che al contrario ha ridotto l’arte ai minimi termini, alla sua parte ideale; e l’Arte Povera (con Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Jannis Kounellis ed altri) che ha prodotto opere con materiali essenziali, poveri, ma capaci di connettersi alla dimensione ancestrale.

L’incontro esplora il linguaggio della performance attraverso artisti come Joseph Beuys, Yoko Ono, Marina Abramović, fino a Vanessa Beecroft, Regina Josè Galindo, Tino Sehgal e Anne Imhof, analizzando come il corpo dell’artista, il tempo e lo spazio diventano strumenti per comunicare idee, emozioni e critiche sociali. La lezione include esempi storici e riflessioni sull’impatto di questa pratica nell’arte contemporanea e nella cultura visiva.

La lezione sulla videoarte esplora le origini e l’evoluzione dell’immagine in movimento, seguendo il suo sviluppo dall’utilizzo preponderante del televisore (Nam June Paik), all’adozione del video per investigare le possibilità del proprio corpo e registrarne le performance (Bruce Nauman), dal suo utilizzo come strumento per penetrare al di là della realtà visibile e accedere a quella spirituale (Bill Viola) al recupero della dimensione infantile anche attraverso la musica e il videoclip (Pipilotti Rist), dall’uso del frammento e della postproduction (Christian Marclay) all’adozione del video come strumento di rivendicazione politica (Shirin Neshat).

‍La lezione esplora il Postmoderno, che abbraccia fenomeni come il Graffitismo americano (Keith Haring e Jean-Michel Basquiat), la Transavanguardia (Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino) e i Nuovi-nuovi in Italia, nonché i neoespressionisti e i Nuovi Selvaggi in Germania (Georges Baselitz, Anselm Kiefer). Ritorno alla pittura, citazione, libero attraversamento degli stili sono i caratteri di questa fase, che da un altro punto di vista sembra segnare l’intera epoca contemporanea, tanto ricca di immagini al punto da non rendere necessario crearne di nuove.

‍Attraverso l’analisi di mostre significative e artisti emblematici, la lezione indagherà come l’arte che va dagli anni Novanta al primo decennio del Duemila abbia segnato una ritorno alla dimensione concettuale. Ma a differenza del concettuale degli anni Sessanta, quello di questo più recente periodo è arguto, ironico, colorato: manifesta l’influenza della televisione e della pubblicità. Tra gli artisti citati figurano Jeff Koons, Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Olafur Eliasson, Cai Guo-Qiang, Santiago Sierra, ognuno dei quali ha contribuito a riflettere e interrogare la società contemporanea con le proprie opere.

Due studiosi si dividono il percorso dell’arte degli ultimi anni, che si caratterizza per una pluralità di tendenze e approcci che riflettono la complessità del mondo attuale. Da una parte Domenico Quaranta racconta la ricerca che adotta le tecnologie digitali (Net Art, Post-Internet Art, con artisti come Eva e Franco Mattes o Jodi), l’utilizzo della Realtà Aumentata e della Realtà Virtuale, gli NFT e infine i lavori che fanno uso dell’Intelligenza Artificiale (Refik Anadol, Mario Klingemann).

Dall’altra Fabio Cavallucci descrive la direzione opposta, che oggi tiene perlopiù banco negli ambiti tipici del mondo dell’arte – le gallerie, i musei e le grandi Biennali: il ritorno all’artigianato e alla manualità. Questa tendenza si manifesta attraverso l’uso di tecniche tradizionali, come la ceramica e la tessitura, da parte di artisti che portano avanti una narrazione di storie di minoranze etniche, di genere e sociali.

Se hai domande o necessiti di ulteriori informazioni, non esitare a contattarci. Siamo qui per aiutarti!

institutionschool.subscription@gmail.com

Il ciclo è rivolto a professionisti, studenti e appassionati di arte, cultura e innovazione.
Un’occasione unica per imparare, connettersi e condividere idee.‍

Costi e Offerte

Costi e Offerte

Ogni lezione ha un costo di €12, ma se desideri acquistare l’intero pacchetto, ti offriamo un prezzo speciale di €100. Se sei uno studente sotto 26 anni il costo di ogni lezione è di € 8, mentre il ciclo completo costerà € 60.

Approfitta di questa offerta speciale per un’esperienza completa e continua!

Modalità di Pagamento

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Eventbrite offre diverse opzioni di pagamento sicure e facili:
– Carte di Credito e Debito
– PayPal

Una volta completato l’acquisto, riceverai una conferma via e-mail con i dettagli per partecipare alla lezione.

Informazioni Complementari

Informazioni Complementari

– Sono previste sessioni interattive e momenti dedicati al networking con leader del settore.‍‍

Tutti i partecipanti registrati avranno accesso alle registrazioni delle conferenze.

– L’organizzazione si riserva la possibilità di modificare gli appuntamenti per causa di forza maggiore.

Costi e Offerte

Costi e Offerte

Ogni lezione ha un costo di €12, ma se desideri acquistare l’intero pacchetto, ti offriamo un prezzo speciale di €60. Se sei uno studente o un dottorando di design il costo di ogni lezione è di € 8, mentre il ciclo completo costerà € 36.

Sei già dei nostri? Se sei hai acquistato il pacchetto del nostro Corso di Arte Contemporanea, puoi acquistare l’intero pacchetto di Lezioni di Design al prezzo scontato di €50.

Approfitta di questa offerta speciale per un’esperienza completa e continua!

Modalità di Pagamento

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Eventbrite offre diverse opzioni di pagamento sicure e facili:
– Carte di Credito e Debito
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Una volta completato l’acquisto, riceverai una conferma via e-mail con i dettagli per partecipare alla lezione.

Il link della lezione arriverà direttamente per email settimanalmente.

Il pacchetto è disponibile fino a due ore prima dell’inizio dei corsi.

Informazioni Complementari

Informazioni Complementari

– Sono previste sessioni interattive e momenti dedicati al networking con leader del settore.‍‍

Tutti i partecipanti registrati avranno accesso alle registrazioni delle conferenze.

– L’organizzazione si riserva la possibilità di modificare gli appuntamenti per causa di forza maggiore.

Le lezioni sono disponibili su Eventbrite.
Puoi visualizzare il calendario delle lezioni, scegliere
la tua preferita o l’intero pacchetto e procedere all’acquisto.

Il ciclo è rivolto a professionisti, studenti e appassionati di arte, cultura e innovazione.
Un’occasione unica per imparare, connettersi e condividere idee.‍

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I Docenti – Design

Dario Scodeller è professore associato e coordinatore del Corso di laurea in design presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Ha scritto monografie e saggi e curato numeri di riviste e convegni dedicati alla storia, alla critica e alla teoria del design. È membro dell’Associazione italiana degli storici del design di cui è stato membro del comitato direttivo. È membro della SID (Società Italiana di Design) ed è vicedirettore della rivista scientifica MD Journal edita dal Lab MD UniFe.

Aldo Colonetti è stato Direttore Scientifico dello IED (Istituto Europeo Design), direttore della rivista “Ottagono” e membro del Comitato Scientifico della Triennale di Milano, del Comitato Presidenza ADI, del Consiglio Nazionale del Design. Ha insegnato al Politecnico di Milano presso la Scuola del Design. Autore affermato, è stato anche curatore di mostre in Italia e all’estero, tra cui “Bauhaus 100: imparare, fare, pensare” nel 2019.

Architetto e PhD, è professoressa ordinaria di Storia dell’architettura e del design al Politecnico di Torino. Studiosa dell’architettura, della città e del design tra XIX e XX secolo, ha pubblicato numerosi saggi e volumi sul tema, tra cui “Il design degli architetti italiani 1920-2000”, con F. Bulegato (Electa, 2014), e Il Design e l’invenzione del Made in Italy (Einaudi, 2022). Dirige il Centro Studi sulla Storia del Design in Piemonte e, con Giampiero Bosoni e Jeffrey Schnapp, la rivista AIS/Design Journal (Associazione italiana storici del design).

Luca Guerrini è Professore Associato presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano dal 1993. Architetto, si occupa di ricerca applicata e progetti in design dei trasporti, ambientale, degli interni e del patrimonio culturale. Studia la percezione dello spazio nel rapporto tra design e arti. Insegna Interior Design e Arti e Linguaggi del Presente. È stato direttore del Ph.D. in Design e coordina il programma congiunto con la Tsinghua University di Pechino. Curatore di mostre di design e architettura, è stato consulente del Museo Nazionale di Architettura di Ferrara, e ha preso parte a concorsi di architettura nazionali e internazionali. 

Ali Filippini è ricercatore presso il Politecnico di Torino dove insegna Storia del design e della comunicazione visiva dopo aver tenuto corsi come professore a contratto presso l’Università di San Marino, l’Università Iulm e la Scuola Politecnica di Design di Milano. È vicepresidente di AIS/Design (Associazione italiana storici del design) e membro del Centro Studi sulla Storia del design in Piemonte. Giornalista pubblicista dal 2009, collabora con riviste di settore e a progetti editoriali dedicati alla storia e alla critica del design. Tra le sue pubblicazioni: Il negozio conteso (FrancoAngeli, 2021) e Per qualcuno può essere semplicemente fare luce – Foscarini 1983/2023 (Corraini, 2024).

Alberto Bassi è professore ordinario presso l’Università IUAV di Venezia, dove insegna Storia e Critica del Design, è coordinatore del corso di laurea in Design del prodotto, della comunicazione e degli interni presso lo stesso ateneo. Oltre a collaborare con riviste di settore – come Casabella, Auto & Design, l’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore e Il Fatto Quotidiano -, ha pubblicato numerosi saggi e volumi, fra i quali Food Design (Electa, 2015), con il quale ha vinto il Premio Compasso d’Oro ADI nel 2018.

L’elenco dei docenti potrebbe cambiare in caso di cause di forza maggiore.

I Docenti – Arte Contemporanea

Renato Barilli è un accademico e critico d’arte italiano che ha insegnato Estetica e Fenomenologia degli stili all’Università di Bologna, dove è diventato professore emerito. Attivo nella neoavanguardia degli anni Sessanta e promotore del gruppo Nuovi-nuovi negli anni Ottanta, ha curato importanti mostre e scritto saggi su arte e letteratura contemporanea. Tra i testi fondamentali: Tra presenza e assenza (1974), L’arte contemporanea (1984, nuova edizione 2005), Arte e cultura materiale in Occidente (2011).

Guido Bartorelli è Professore Associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Padova. Si occupa di avanguardie storiche, sulle quali ha pubblicato i libri Studi sull’immagine in movimento. Dalle avanguardie a YouTube (2021); Fernand Léger cubista 1909-1914 (2011); Numeri innamorati. Sintesi e dinamiche del Secondo Futurismo (2001). Ha dedicato mostre alle più recenti tendenze artistiche, come Art//Tube. L’arte alla prova della creatività amatoriale (2010) e ArtBeat. Arte Narrativa Videoclip (con Fabriano Fabbri, 1999-2000).

Fabio Cavallucci è un noto curatore d’arte italiano. Ha diretto istituzioni culturali in Italia e all’estero, tra cui la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, il Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. È stato anche coinvolto in eventi internazionali, come Manifesta 7, la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara e la Bi-City Biennale of Architecture and Urbanism in Cina. Insegna Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Silvia Grandi è ricercatrice presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna dal 2005, specializzata nella storia dell’arte contemporanea con un focus sulle relazioni tra arte e moda. Laureata in Discipline delle arti, ha anche conseguito il Dottorato di ricerca in Storia dell’arte, e ha diretto importanti progetti di ricerca, tra cui Videomorfosi. Attiva nella didattica e nella curatela di mostre, è riconosciuta per il suo contributo all’arte contemporanea e all’analisi dei nuovi media.

Guerrini è professore associato presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano dal 1993. Architetto, si occupa di ricerca applicata e progetti in design dei trasporti, ambientale, degli interni e del patrimonio culturale. Studia la percezione dello spazio nel rapporto tra design e arti. Insegna Interior Design e Arti e Linguaggi del Presente. È stato direttore del Ph.D. in Design (2015-2017) e dal 2018 è delegato del Preside per il test di ammissione. Coordina il programma congiunto con la Tsinghua University di Pechino e tiene lezioni in Italia e all’estero.

Fabiola Naldi è una storica dell’arte contemporanea, curatrice e docente italiana, con un focus sulla videoarte e l’arte urbana. Ha curato mostre di rilievo, tra cui “Frontiera 40 Italian Style Writing 1984-2024 (Mambo, Bologna 2024), ed è stata direttrice artistica della Biennale del Muro Dipinto di Dozza (2013). Corrispondente per “Flash Art” dal 1999, ha collaborato con diverse riviste specializzate come “Around Photography” e “IMPAKT”. Ha anche scritto per quotidiani e ideato programmi di video arte. Tra i suoi libri recenti Tracce di Blu (2020). Ha insegnato presso numerose università e accademie tra cui l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è ora docente di Linguaggi dell’Arte Contemporanea.

Marco Pierini è un storico dell’arte contemporanea, curatore di mostre e docente universitario. Ha diretto il Centro Arte Contemporanea Le Papesse di Siena, La Galleria Civica di Modena e la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. Docente presso varie accademie e università, attualmente insegna presso l’Università del Design di San Marino. Tra le sue pubblicazioni figurano Michelangelo e il Novecento (2014), The Artist’s Eye (2013), Nam June Paik in Italia (2013), con Silvia Ferrari e Serena Goldoni.

Roberto Pinto è un professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Bologna. Ha insegnato in diverse istituzioni prestigiose, tra cui l’Università Bocconi di Milano e l’Università degli Studi di Trento.

Oltre alla sua carriera accademica, Pinto è stato attivamente coinvolto sia come commentatore che come autore negli sviluppi artistici degli anni Novanta. Ha curato e co-curato esposizioni d’arte contemporanea, tra cui la Biennale di Gwangju, e ha collaborato con riviste di settore, tra cui “Flash Art”, dove ha lavorato come redattore e caporedattore.

Attualmente è curatore di Milano City Art.

Francesca Pola è una storica e critica d’arte contemporanea, con un focus sull’arte Optical e Concettuale nonché sulla Videoarte. È Professoressa Associata presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna arte contemporanea e critica d’arte. Ha ricevuto il titolo di Fulbright Distinguished Lecturer Chair in Italian Studies presso la Northwestern University di Evanston (Chicago) nel 2016. Tra i numerosi saggi Manzoni: Azimut (2011), e Piero Manzoni e ZERO. Una regione creativa europea (2014). Ha collaborato con gallerie e musei, tra cui il Macro di Roma e la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia.

Domenico Quaranta è un critico d’arte indipendente e curatore. Attualmente è professore e direttore della Scuola di Arti e Nuove Tecnologie presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. E’ stato cofondatore del Link Art Center, attivo dal 2011 al 2019.

Tra le mostre curate di recente si segnalano Per Speculum. Intelligence and its Double (2024) presso Fondazione Spazio Vitale, Verona e A View from Above (2024) presso OGR, Torino (con Salvatore Vitale e Samuele Piazza).

È autore di numerosi saggi, tra cui The PostScriptUM Anthology (2010–2023) (2024)  Essays on Art, Technology, Society and the Environment, Net Art. Scritti sull’arte nell’era dell’informazione (2023) e Surfing with Satoshi. Art, Blockchain & NFTs (2022).

Carlo Vanoni è un storico dell’arte contemporanea, curatore di mostre, e narratore italiano. Vanoni è noto per la sua capacità di intrecciare l’arte contemporanea con la letteratura, rendendo accessibile e affascinante il mondo dell’arte. Tra i suoi libri più recenti si segnalano Io sono il cambiamento (2023); I cani di Raffaello (2021); A piedi nudi nell’arte (2019). Ha curato mostre e ha ideato BienNoLo, la Biennale d’arte milanese. È anche autore teatrale e attore di pièce sull’arte, tra cui L’arte è una caramella.

Angela Vettese è un’importante critica d’arte italiana. Ha insegnato Storia dell’Arte presso varie accademie e università, tra cui l’Università IUAV di Venezia, dove dirige il Corso di Laurea Magistrale di Arti Visive e Moda.

Ha scritto per “Domus”, “Abitare”, “Flash Art”, “Frieze”, “Parkett”, “Art+Text”, e “Exit”. Dal 1986 collabora all’inserto domenicale del “Sole 24Ore”.

Tra le sue pubblicazioni si segnalano La rivolta del corpo. Gli artisti che lo hanno usato, spinto al limite, liberato (2024); Desiderio (2019); L’arte contemporanea (2012); Si fa con tutto – Il linguaggio dell’arte contemporanea (2010).